BACK TO THE FUTURE - PART TWO:
LA TERRA DEL POPOLO DI TULE

di Rosalba Nattero
e Giancarlo Barbadoro


Il Canada, la terra mitica del popolo di Tul - Toronto, il luogo dell'incontro - L'antico sciamanesimo solare e la tradizione arcaica della meditazione - Le vestigia planetarie del megalitismo - Il mistero di Rama, la città ciclopica della Valle di Susa e il popolo Chippewa di Rama dell'Ontario - L'alfabeto dell'antica lingua dello Sciamanesimo Solare e quello degli Inuit di oggi, il popolo di Tule


Chi arriva in Canada dopo essere stato negli States, e si aspetta di trovare una cultura simile, un modo di vita che rifletta la cultura e le usanze degli statunitensi, può rimanere deluso. Un europeo che approda per la prima volta in Canada avrà l'impressione di essersi allontanato di pochissimo da casa, e questo diminuirà forse l'aspetto avventuroso di un viaggio nel nord America.
Ma basterà poco per ricredersi, perché le sorprese non mancheranno. Nel Canada meridionale l'impronta europea è fortissima, tanto che si ha l'impressione di essere rimasti in Europa.
A Toronto, capoluogo dell'Ontario, sembra di essere, a seconda delle zone, ora a Londra, ora a Parigi o Torino. Ma è un'impressione che dura poco, perché le differenze fra qui e l'Europa sono abissali.
Il Canada è una nazione multirazziale dove le varie comunità etniche convivono in una reciproca tolleranza e in una reale parità di rapporti. Questo lo fa apparire un paese addirittura fantascientifico per chi arriva da paesi dove prevale la sopraffazione, la mafia e il razzismo. E' opinione diffusa, qui, che la parità e la tolleranza siano dovute al fatto che i canadesi non hanno storia, e che le varie comunità canadesi siano arrivate qui più o meno nello stesso momento. In realtà la storia è un po' più complessa. Il Canada non è nato da una rivoluzione come gli States, ma ne è una conseguenza: si è costituito per reazione e conseguenza alla nascita degli Stati Uniti. La rivoluzione americana infatti ha spinto quassù chi della rivoluzione non ne voleva sapere; e visto che la rivoluzione di solito sfocia in una dittatura, qui abbiamo invece la risultante di un sistema che è nato dalla contrapposizione alla dittatura stessa.
La cosa che più colpisce, se confrontata con l'atmosfera degli States, è la tolleranza della polizia: non è difficile assistere a scene (fantascientifiche per uno statunitense ma anche per un europeo) in cui i cittadini fanno scherzi alle forze dell'ordine fingendosi ubriachi o drogati, ricevendo in cambio solo una bonaria alzata di spalle. Avendo assistito a ben altre scene negli States, in cui addirittura eravamo stati sul punto di essere arrestati per esserci soffermati in un parco qualche minuto oltre l'orario di chiusura, questo clima ci ha lasciato sulle prime esterrefatti.
Questa differenza con gli States diventa nettissima se si fa un tuffo al di là della frontiera: andando alle Niagara Falls dalla parte USA, più che dalle cascate siamo rimasti colpiti dall'atteggiamento arrogante della Police, un trattamento a cui non eravamo più abituati.
La città di Toronto anticamente era abitata dagli indiani delle nazioni irochesi, i quali avevano scelto questo posto per motivi spirituali: pare infatti che nella zona ci fosse (e forse c'è tuttora) il fenomeno dei "vortici" di energia che tanto contraddistingue la cultura dei nativi, lo stesso fenomeno che abbiamo riscontrato nei luoghi più magici dell'Arizona e che sembra diffuso in tutti i luoghi particolari della cultura megalitica.
A Toronto si svolgevano i più importanti incontri intertribali tra le varie nazioni irochesi che attribuivano al posto un significato particolare per le loro assemblee, infatti Toronto è una parola indiana che significa "il luogo dell'incontro". Il posto è di importanza strategica per i nativi: qui infatti è nato il trattato delle Six Nations che ha unito gli irochesi in una confederazione di nazioni autonome.
Ai nostri occhi di ricercatori, più che di turisti, tuttavia, il posto suscita una sensazione strana, come qualcosa di stonato: in città non si nota la presenza degli indiani. Sappiamo benissimo che i legittimi proprietari di questo grande paese che è l'America sono stati sterminati, oppressi, emarginati; tuttavia negli States la loro presenza, per quanto minima, si nota; qui invece è inesistente.
I contatti che abbiamo avuto con i nativi ci hanno rivelato una realtà un po' diversa da quella degli indiani del sud, difficile dire se migliore o peggiore.
Gli indiani del nord vivono quasi tutti nelle riserve, senza possibilità di integrazione nella società dei bianchi: sono incoraggiati a rimanere nelle riserve da un trattamento decisamente diverso da quello ricevuto dagli indiani statunitensi. Le riserve indiane del Canada sono villaggi residenziali con molti comfort, e si capisce come i nativi non sentano alcuna voglia di avventurarsi fuori.
La nostra impressione è che i canadesi vivano un grande senso di colpa nei confronti dei nativi, e per questo cerchino di eliminare completamente ogni possibilità di confronto, con il risultato che, paradossalmente, il popolo indiano è l'unico a non far parte di questa società multirazziale e a non usufruire dei suoi vantaggi.
Il governo canadese ha fatto grosse concessioni agli indiani e continua a farne, assegnando loro terre e sussidi; e tuttavia le tradizioni dei nativi anche qui come negli States non hanno molte speranze di sopravvivere; se non fosse per gli sciamani che continuano il loro incessante lavoro di insegnamento e trasmissione segreta, sarebbero ormai completamente scomparse.
Eppure esiste un patrimonio culturale che rappresenta una memoria storica di valore inestimabile: antiche civiltà al di là dei limiti della memoria ordinaria che rappresentano le radici di tutta l'umanità. Queste tradizioni, molto precedenti alle civiltà che hanno preceduto la nostra e che hanno influenzato profondamente la cultura dei Sumeri, degli Egizi, delle civiltà precolombiane, rappresentano l'elemento comune di tutti i popoli della terra. Oggi l'elemento più evidente di questo patrimonio storico è rappresentato dalla cultura dello sciamanesimo solare che attraverso il megalitismo ha lasciato tracce evidentissime su tutto il pianeta.
La cultura megalitica compare in tutti i continenti e in tutte le tradizioni: dalla cultura ebraica scopriamo che sulla cima del monte Sinai esisteva un grande tempio megalitico, costituito da un imponente cerchio di pietre, dove secondo il mito biblico Mosè incontrò dio ed ebbe le tavole incise su pietra.
La ricerca delle testimonianze di queste antiche tradizioni è parte integrante del lavoro del CNT: infatti lo scopo primario del Cerchio di Nuova Terra è la divulgazione della meditazione, intendendo, oltre che la sua esperienza, anche le radici culturali in cui essa ha avuto origine.
E' per questo motivo che viaggiamo per il pianeta alla ricerca di contatti che stabiliscano per i membri del CNT un link spirituale che unisca passato, presente e futuro nella grande saga che l'umanità sta vivendo su questo pianeta.
La civiltà di Tul, ricordata anche come Tula o Tule, secondo il mito è stata la capostipite di tutte le culture successive.
Secondo la leggenda, Tul, detta anche la civiltà dei cristalli per via dell'uso magico-terapeutico dei cristalli e delle gemme largamente diffuso presso quella tradizione, era una civiltà che raggiunse altissime vette spirituali e tecnologiche; la sua tradizione è ricordata ancora oggi con il nome di sciamanesimo solare e le sue vestigia sono rappresentate da graffiti e dalla cultura megalitica sparsa su tutto il pianeta. Tradizione che riveste un ruolo importante per il Cerchio di Nuova Terra, il quale fa riferimento ad essa nel portare avanti il suo lavoro di ricerca e di divulgazione della meditazione.
Proprio lo Sciamanesimo Solare è stato la culla dell'esperienza della meditazione e l'ha divulgata su tutto il pianeta. Ed è in questo ambito, ancora vivo, che ha origine il nostro lavoro di catalizzatori spirituali.
Del suo simbolismo troviamo tracce presso tutti i popoli: vedasi ad esempio il popolo shan dell'Asia, l'antica città di Tchkà-Shan in Arizona (Tucson), i simbolismi della tradizione giapponese, il mito del tempo del sogno degli aborigeni australiani. Per non parlare della già più volte citata tradizione celtica, che conserva simboli e miti dell'antica Tul: ne abbiamo un esempio nella croce celtica il cui simbolo parallelo è rappresentato dalla medicine wheel dei popoli pellerossa.
Il nostro viaggio in Canada rappresentava un incontro con le terre vicine alla scomparsa civiltà di Tul. Volevamo, se possibile, stabilire un contatto con i diretti discendenti di quell'antico popolo e cercare testimonianze dirette sull'argomento, nonché renderci disponibili, come sempre nei nostri viaggi, ad eventuali sorprese ed intuizioni. In effetti le sorprese non sono mancate.
L'incontro con la città di Toronto si è subito rivelato come una esperienza fuori dal comune. Come già si accennava sopra, la coesistenza non conflittuale di diverse razze, bianche, nere, asiatiche, indiane ci ha permesso di effettuare un salto nel futuro: abbiamo potuto assistere all'Europa degli anni 2100/2200.
Sembrava di essere su una base spaziale dove il grande transito di persone, diverse tra di loro, creava uno strano miscuglio e una dimensione di eterno presente, come se la città si reinventasse in ogni momento.
I nativi, gli autentici proprietari del posto, se ne stanno invece lontani, più vicini alle loro terre originali, nonostante Toronto rappresenti per loro un posto di importanza strategica e spirituale.
E tuttavia a Toronto la spiritualità non manca: i movimenti esoterici sono numerosissimi e tutti alla luce del sole; anche loro sembrano convivere pacificamente senza concorrenzialità, al punto che durante il giorno del Risveglio, che si festeggia ogni anno la domenica prima dell'equinozio di autunno (quest'anno cadeva il 17/9), gruppi esoterici di diverse fazioni come Tai Chi Chuan, Hare Krishna, Massoneria, Cavalieri del Tempio, Druidi sfilavano tutti insieme in un imponente corteo per la Younge Street, la via più centrale di Toronto, con tanto di parata in un sincretismo di cornamusieri, draghi cinesi, tamburi sciamanici, bandiere celtiche. Veramente suggestivo.
Altra curiosità: Toronto, parola indiana, si pronuncia Torono, che ricorda Torino, altra città magica per eccellenza. Coincidenza?
A Toronto la magia è nell'aria, in questa dimensione di eterno presente che impedisce di calarsi nell'ovvietà quotidiana.
Ma i nativi vivono nelle loro terre del nord, terre sacre piene di ricordi, di tradizione quotidiana e di futuro per il risveglio dell'umanità. Il nostro itinerario esoterico che, come ogni volta succede, si è svelato poco a poco, ci ha portato a scoperte sorprendenti. Abbiamo scoperto che la mitica città di Rama della Val di Susa, la leggendaria Rama, la città ciclopica dei popoli dei maghi venuti da Atlantide, aveva una sorella gemella nell'Ontario. Infatti esiste il popolo dei Chippewa di Rama che si identifica nell'omonimo territorio.
Oggi la tribù di Rama si è integrata con il Canada a tal punto che non esiste una vera e propria riserva: la riserva è diventata una cittadina residenziale che sulle cartine geografiche prende il nome di Rama, in cui i nativi hanno un proprio territorio e un autogoverno che li sottrae alle tasse governative.
Il cristianesimo, tanto per cambiare, ha cancellato apparentemente ogni radice tradizionale, tanto che in un documento sulla storia della riserva, stilato dai nativi, si dichiara che il nome Rama ha radici oscure e lascia molti interrogativi sull'argomento.
Ma le sorprese non finiscono qui. Immaginate la nostra meraviglia quando in una edicola abbiamo trovato una pubblicazione Inuit (il nome degli eschimesi del Canada detti anche il popolo di Tule) tutta scritta in shannar, l'antica lingua dello sciamanesimo solare! Abbiamo così potuto appurare che l'alfabeto degli Inuit, lo stesso usato dai Chippewa di Rama, è né più né meno l'alfabeto shannar, che noi ben conosciamo avendo letto e studiato testi scritti in questa antica lingua, in altra occasione. Una scoperta davvero preziosa per le nostre ricerche.
Nei nostri incontri con i nativi, gli Ojibwa si sono rivelati particolarmente sensibilizzati sull'opera di divulgazione del CNT.
Gli Ojibwa (detti più comunemente Chippewa) sono strettamente imparentati con gli Inuit, il popolo di Tule, ed hanno una ricca tradizione spiritualmente molto elevata. Come molte altre tradizioni indiane rispettano ogni forma di vita e della natura perché in ogni cosa è presente il Grande Spirito. Ma ciò che li rende particolari è che già anticamente praticavano l'agricoltura e molti di loro erano e sono vegetariani. Il loro grado di civiltà impediva loro di praticare la tortura verso i prigionieri e consideravano incivili gli irochesi per la loro barbarie verso i nemici.
Oggi la maggior parte di loro vive in riserve confortevoli e dignitose, molto diverse da quelle del sud-ovest, anche grazie ad un governo più tollerante verso i nativi rispetto agli States.
Con gli Ojibwa, e in particolare con alcuni medicine-men, abbiamo attivato un dialogo che, oltre a confermare la possibilità di una unione tra le forze tradizionali ancora vive sul pianeta, potrebbe avere interessanti sviluppi futuri per il CNT.
Molto ci sarebbe ancora da dire sul nostro viaggio nella terra del popolo di Tul...ma il resto è esperienza e intuizione personale. Come ogni viaggio dimensionale, anche questo ha avuto molti risvolti e alcuni di questi sarebbero difficilmente descrivibili sulle pagine di questo giornale.
In ogni caso, la nostra spedizione alla ricerca dei testimoni delle tradizioni scomparse ha dato i suoi frutti e...la saga continua.

NEC news gennaio 95